"An Africa with a great desire to live" from Dakar Father Alex Zanotelli
Dakar February 7, 2011
An Africa with a great desire to live
The first business day of the Forum struggled to leave. There have been major catch with the University Cheikh Anta Diop - the place of Dakar where he held the World Social Forum - which led to delays in scheduling meetings and, as in the debates.
Only about noon we had in our hands the official program of the day, with nearly 250 events listed. Physically unable to participate at all. Each of the Comboni tried to find the meeting that the most stimulating.
E, nonostante che molti eventi programmati non siano stati fatti, quelli ai quali ho partecipato si sono rivelati di una passione straordinaria. Mi ha molto colpito il dibattito delle donne, provenienti da molti paesi africani, sul 50esimo anniversario delle indipendenze africane, lette al femminile. Difficile dire se siano stati più caldi i colori dei loro vestiti o le parole appassionate dei loro interventi.
La stessa passione che ho visto nella tenda strapiena che ha dibattuto il tema: “La rivoluzione tunisina, lezione e prospettive politica in Africa e in Medio Oriente”. Commovente ascoltare il calore con cui i tunisini raccontavano la loro esperienza. E altrettanto sorprendente la risposta degli africani subsahariani agli stimoli ricevuti dall’esperienza heard. Especially on quell'insistere by the Tunisians, that theirs is a revolution against neo-colonialism, with the aim of radicalizing to stop paying the debt with the countries and the Western economic-financial potentates. Many of those present wondered if the time has come even in black Africa to follow that example.
not forget that this day of the Forum was dedicated to Africa. I could see how much emotion aroused in meeting the memory of two legendary figures in recent African history like that of Thomas Sankara, President of Burkina Faso and martyr of Patrice Lumumba, Congo's martyr president. Many people remember are have also been some legendary personalities of Senegal, President Leopold Senghor, Alioune Diop, founder of the journal Presence Africaine, the great thinker and Cheikh Anta Diop, whom I personally interviewed in Dakar in 1980. "Remember father Alex," he said on the door, leave, "that if Africa does not regain its past, will never have a future." A warning, this is so important for Africa that lives in this difficult moment.
And that is what has returned also the former President of Brazil Lula, hosted by the Forum and the Senegalese President A. Wade. Lula has apologized for his country's historical debt towards Africa nera, debito non ha ancora pagato: la tratta degli schiavi. “Il mondo ha l’obbligo morale” ha continuato l’ex presidente, “di impegnarsi nei confronti di questo continente, affinché possa riscattarsi”.
Interessante anche la panoramica aperta dall’economista egiziano Samir Amin sull’Africa (“Non è povera, è stata impoverita”) nel contesto della globalizzazione. Ho tuttavia trovato il suo racconto ancora molto ideologico e mancante della passione che ho invece riscoperto nella voglia, espressa nei dibattiti, degli africani di costruire un futuro altro per questo continente.
Non sono stati, però, soltanto politici, professori, sociologi e pensatori a caratterizzare l’inizio di questo evento. Ma anche i teologi hanno voluto contribuire al Forum stesso con ben quattro appuntamenti: uno sull’Africa in fermento e su come guarirla; un altro sulle sfide della teologia afro-americana di liberazione; un terzo sui cristiani e musulmani in Africa, in un cammino di dialogo e liberazione; e infine, uno sui migranti.
Nel panel sull’Africa in fermento, ho molto apprezzato le parole della teologa kenyana Mary Getui, che è ritornata con forza sul concetto africano della “Madre terra, che è viva, che piange, che sorride. La Madre terra è la sola casa che abbiamo e lei stessa ha bisogno delle nostre cure e attenzioni”. Ha inoltre insistito sul fatto che la Madre terra “è il più importante bene comune che l’umanità ha”.
Sono stato favorevolmente impressionato dal contributo dei teologici di tutte le confessioni al Forum, ma soprattutto dalla presenza consistente di molti religiosi, padri, suore. Lo stesso cardinale di Dakar, Adrien Sarr, ha voluto celebrare domenica scorsa una messa d’inaugurazione del Forum, ma nel quartiere popolare della capitale, sottolineando il fatto che i cristiani sono convocati a modificare un sistema profondamente ingiusto sia a livello globale che nazionale.
Alex Zanotelli
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